Appello

Appello “Spazi Liberati – per una mobilitazione locale condivisa”

>>> In fondo al testo le modalità per l’adesione

Lo sviluppo sociale, economico e culturale del territorio toscano e di chi lo vive dipende dalla capacità di praticare una società giusta, egualitaria e solidale che condanna la mercificazione delle persone, delle risorse e dei danni causati alla Terra in quanto fonte insostituibile di benessere collettivo.

Oggi le politiche liberiste dei governi europei colpiscono le popolazioni dei Paesi in piena crisi economica. L’austerità è al centro delle soluzioni praticate in Italia, Grecia, Portogallo, Spagna e Irlanda. Milioni di persone si impoveriscono ma viene così salvaguardato il potere delle istituzioni finanziarie, del grande capitale e delle banche. Si replica il grande fallimento economico e finanziario che a partire dagli anni Ottanta ha colpito duramente i popoli del Sud del mondo: negazione dei diritti, privatizzazioni dei beni e dei servizi pubblici, sfruttamento della forza lavoro, depauperamento della natura e del territorio.

Le stesse politiche sono ribadite acriticamente sui nostri territori dagli Enti locali. La Regione Toscana, le Province, i Comuni, le Asl, le aziende partecipate non sono da meno. Amministrate troppo spesso da politici privi di visione e da manager riciclati dalla politica, attuano linee di condotta vetuste e nocive per i cittadini. Erodono i diritti dei più deboli; puntano ad uno sviluppo prettamente capitalistico fondato sulle grandi, inutili e dannose opere pubbliche; privatizzano beni comuni come l’acqua e servizi come il trasporto pubblico locale; respingono le buone pratiche per ridurre, riutilizzare, riciclare e recuperare i rifiuti a vantaggio dei pericolosi inceneritori; svendono il patrimonio pubblico; sono incapaci di ascoltare, dialogare e confrontarsi con le forme di partecipazione più vive e propositive che il territorio offre.

Nella stragrande maggioranza questi enti sono governati da forze politiche che si dichiarano di progressiste e/o di sinistra e anche da partiti sedicenti anticapitalisti. E in nome di una presunta governance dei fenomeni della globalizzazione prima e di un dovuto rigore nell’affrontare il debito pubblico oggi impoveriscono quella Democrazia fondata sulla Costituzione e figlia di quella Resistenza che proprio in Toscana ha visto una grande partecipazione della popolazione, fenomeno mai registrato altrove nell’Italia occupata dai nazifascisti.

Se oggi ad invadere e colpire duramente i diritti costituzionali, la sfera pubblica e privata dei cittadini e delle cittadine, le pratiche virtuose di partecipazione dal basso sono le politiche dell’austerità e del liberismo, NOI, gruppi, comunità, associazioni, comitati, centri sociali, movimenti … ci riconosciamo nell’obiettivo comune di liberare la nostra vita dall’oppressione dei più forti, del mercato, della finanza e della politica incapace di difendere e gestire il bene comune.

Per questo ci impegniamo a condividere analisi, conflitti sociali e mobilitazioni fondate sulle buone prassi di resistenza che pratichiamo quotidianamente sui territori in cui viviamo e operiamo. Le buone pratiche nella gestione dei rifiuti; la lotta per il rispetto del referendum sulla ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici, a partire dal trasporto pubblico locale; il rispetto dei diritti dei lavoratori, dei detenuti, dei migranti e di chi soffre; la cura dei malati causati dall’inquinamento ambientale istituzionalizzato; la manutenzione del territorio contro la cementificazione e il contrasto alle grandi opere; le occupazioni di case e palazzi abbandonati in mano alla speculazione; la denuncia degli sprechi, del clientelismo e della corruzione; il rinnovamento della politica e della rappresentanza dal basso, la promozione della finanza critica fuori dai circuiti bancari e la costruzione di una nuova finanza pubblica e tutte quelle pratiche alternative in grado di rimettere al centro la persona e non il profitto di pochi sono al centro della nostra azione comune.

Abitanti a piede libero (PT), Associazione Pantagruel (FI), Comitato No Tunnel Tav (FI), Comitato contro la terza corsia Firenze-Mare, Comitato contro la privatizzazione di Ataf (FI), Comitato San Salvi chi può (FI), Comunità delle Piagge (FI), Coordinamento comitati Ato Toscana centro, Fondo etico e sociale delle Piagge (FI), Forum toscano dei movimenti dell’acqua, Fuori binario (FI), l’Altracittà – giornale della periferia (FI), Lo Sbertoliano (PT), Mag Firenze, Medicina democratica (FI), Movimento Lotta per la casa (FI), perUnaltracittà – lista di cittadinanza (FI).

commenti
  1. Firenze 10+10 ha detto:

    […] organizzazioni di base attive in Toscana (vedi l’elenco a questo link). La rete si fonda sull’“Appello per una mobilitazione locale condivisa”, e viene presentato giovedì 8 alle 16 alla Fortezza da basso. Al centro dell’appello le buone […]

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