La Nazione: “Maggio, Edison, Ataf: la rivolta dei licenziati”

Pubblicato: 6 gennaio 2013 in Rassegna stampa

di Claudio Capanni per La Nazione

Fasce rosse al braccio e striscioni contro i “saldi della cultura inaugurati da Palazzo Vecchio”. Si sono presentati così i dipendenti del Maggio Musicale Fiorentino, ieri sotto i portici di piazza della Repubblica, dove fino alle 18 ha tenuto banco “La cultura non è in saldo”, presidio organizzato da Spazi Liberati, coordinamento che abbraccia una ventina di comitati fiorentini fra cui No Tunnel Tav, perUnaltracittà oltre ai lavoratori del Maggio, gli ex dipendenti della libreria Edison e il comitato contro la privatizzazione Ataf.

«Ogni fascia rossa rappresenta un licenziamento – spiega Antonio Caprara, Rsa di Cgil raggiunto cinque giorni fa dalla lettera firmata dal sindaco Renzi –, dieci persone con altrettante famiglie che adesso, a sei o sette anni dalla pensione si trovano disoccupate». Nel mirino dei dipendenti il tipo di selezione: «Il criterio anagrafico in base a cui sono stati decisi i licenziamenti, è una presa in giro – continua Caprara – perché le lettere sono arrivate solo a delegati o rappresentanti sindacali, che fra l’altro vengono da dieci anni di precariato». Una scelta che pesa sulla stessa famiglia di Caprara schiacciata da due licenziamenti. Dito puntato anche sugli esodi incentivati, «ai quali si è giunti dopo una serie di pressioni psicologiche non degne di un paese civile. Dal 23 dicembre sono arrivate decine di sms dalla fondazione con esortazioni a scegliere l’esodo o ad accettare il licenziamento».

Pistola alla tempia che, secondo i dipendenti, ha fatto salire gli esodati a quota 15. Ma i lavoratori del Maggio non ci stanno e stamattina dalle 11 alle 13 alzeranno il loro grido d’aiuto verso le finestre dell’arcivescovado con un presidio che terminerà con la consegna di una lettera al cardinale e arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori.

«In questi casi di solito ci si rivolge al sindaco – commenta Paolo Aglietti responsabile di Slc Cgil – ma visto che a firmare i licenziamenti è stato proprio lui, non ci resta che l’aiuto dell’arcivescovo». Sindacato che insieme a Fistel Cisl annuncia una settimana di battaglia col presidio di lunedì in consiglio comunale e tre giorni di sciopero dei dipendenti che incroceranno le braccia da martedì a giovedì.

Ma il D-Day della protesta per Palazzo Vecchio non finisce qui. Oltre al nodo Maggio da sciogliere resta il destino dell’ormai ex libreria Edison che, dopo il cambio delle serrature di dicembre e la consegna a Feltrinelli, ha lasciato i 50 dipendenti col solo sostegno della cassa integrazione in deroga. Oltre alla, seppur flebile, speranza della “cordata fiorentina” ventilata a novembre dal vicesindaco Nardella. «Entro gennaio – spiega Valter Cutolo, portavoce degli ex dipendenti – proveremo a buttare giù il muro di silenzio di Feltrinelli consegnando in Comune le 40mila firme raccolte dalla cittadinanza a sostegno di Edison». Punti interrogativi nel mirino di Spazi Liberati, che suona l’allarme contro lo “svuotamento dei luoghi della cultura”, con un “question time” rivolto ai fiorentini per stilare un inventario.

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