Firenze 10+10: le lotte della Toscana si uniscono e si presentano all’Europa

Pubblicato: 14 novembre 2012 in Appuntamenti

di Francesca Conti per Spazi Liberati

L’incontro “Spazi liberati, lotte locali e proposte dal basso” tenutosi a Firenze 10+10 è stata l’occasione per la presentazione di un appello per una mobilitazione locale condivisa presentato da diverse realtà fiorentine, e non solo, che per la prima volta hanno deciso di far confluire le singole energie in un lavoro comune. Tante battaglie diverse, diciotto per l’esattezza, ma con idee di fondo e pratiche di  resistenza comuni a un punto tale di essere capaci di andare a formare una vertenza ampia ma unica: buona gestione dei rifiuti, ripubblicizzazione dei servizi pubblici, difesa dei diritti dei lavoratori, dei migranti e dei detenuti, contrasto alle grandi opere e alla cementificazione, rinnovamento della politica e della rappresentanza dal basso, promozione della finanza fuori dai circuiti bancari e molto altro.

Hanno aperto l’incontro i dipendenti della libreria Edison che hanno inquadrato la loro lotta in un contesto più ampio ovvero quello del destino della cultura in una città come Firenze. Hanno portato con loro un appello già firmato da 30.000 persone affinchè il comune non cambi la destinazione d’uso dello stabile che occupa la libreria che a fine novembre chiuderà.

Gli spazi culturali trasformati in commerciali sono spazi della città che vengono occupati dal mercato a spese dei cittadini e a pagarne le spese è a collettività visto che nel centro di Firenze sono rimasti due soli cinema e due sole grandi librerie. Il cambio di destinazione d’uso da parte del consiglio comunale di Firenze aprirebbe la strada ala speculazione commerciale e all’esclusione della cultura da una città che proprio di cultura si vanta di vivere.

Dalla mercificazione degli spazi culturali alle privatizzazioni di servizi pubblici messe in atto da sedicenti politici di sinistra, il passo è breve. Spazi liberati declina sul locale obiettivi globali come quelle di una società giusta egualitaria e solidale, della fine delle politiche di austerità e di salvaguardia  della finanza e delle banche.

Si sono alternati, tra gli altri, alla presentazione di Spazi Liberati  l’Associazione Pantagruel che, con i suoi 30 volontari nel carcere di Sollicciano, ha denunciato la più totale assenza dei diritti garantiti nella Costituzione italiana ai detenuti e il sovraffollamento insostenibile del carcere fiorentino e il  Coordinamento comitati Ato Toscana centro che lavora da anni per una gestione virtuosa dei rifiuti priva dei pericolosi impianti di incenerimento.

Il Comitato contro la privatizzazione di Ataf ha denunciato la privatizzazione dei servizi pubblici che nella città di Firenze ha disatteso completamente i risultati del referendum nazionale sulla ripubblicizzazione dell’acqua mentre i No Tunnel Tav hanno ribadito i pilastri della loro contrarietà al progetto dell’alta velocità fiorentina e italiana dopo la bocciatura da parte della Corte dei Conti francese della Torino-Lione ormai sostenuta soltanto dal governo italiano.

La Comunità delle Piagge ha presentato Mag Firenze, una finanziaria solidale: esperienza che ha richiamato interesse in tutta Italia che mettendo in rete associazioni, gruppi e persone si è inventata un nuovo modo di fare finanza, mentre il Comitato San Salvi chi può che si oppone alla vendita dell’area di San Salvi e alla realizzazione di case, ville e villette in uno spazio verde che contiene le memorie dello storico ospedale psichiatrico. Perseguendo l’obiettivo di trasformare le vertenze di quartiere in vertenze cittadine poichè la salvaguardia degli spazi verdi e della memoria della città riguarda tutta la città e non un solo quartiere, spazi liberati ha visto la presenza della lista di cittadinanza perUnaltracittà che ha affrontato in anni di presenza in consiglio comunale e nella città tutte queste tematiche affiancadosi a molte realtà fiorentine e nazionali.

La presenza di Spazi Liberati in una cornice internazionale come quella del Forum 10+10 da alle lotte locali un respiro più ampio e la possibilità di confrontarsi con esperienze presenti nel resto d’Europa e del mondo. Le lotte toscane si uniscono in un’unica vertenza e si presentano al mondo.

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